Sono giunto agli estremi limiti della Federazione in gran fretta, dopo che i sensori sub-spaziali avevano indicato un lampo di energia inaspettato per un sistema stellare catalogato come “non evoluto”. Quando sono atterrato sull’unica luna del pianeta, ho potuto osservare un mondo meraviglioso, abitato da milioni di forme di vita diverse. Un pianeta azzurro, bellissimo, coperto di oceani d’acqua, dominato da una specie bipede, in cammino verso un rapido progresso tecnologico. Una tecnologia prevalentemente indirizzata alla supremazia militare, primitiva, ineguale, inquinante. Era stata un’arma nucleare rudimentale, fatta esplodere deliberatamente su popolazioni inermi e inconsapevoli, che aveva attivato la rete di monitoraggio che la Federazione aveva messo a protezione del proprio universo.
Il protocollo di primo contatto parla chiaro: evitare ogni interferenza con culture primitive, a meno che non ci siano rischi di sviluppi tecnologici incontrollati, che possano rappresentare un pericolo per le altre civiltà della Federazione. Avevamo già pagato un prezzo alto. C’erano stati contatti con mondi considerati “evoluti”, solo perché i loro abitanti padroneggiavano le tecniche per navigare tra le stelle. Civiltà, se posso usare questo termine, che avevano assoggettato mondi meno sviluppati, causando conflitti epocali, con milioni di vittime. La Federazione era dovuta intervenire, privando quelle civiltà delle tecnologie e confinandole al proprio pianeta natale.
Sul terzo pianeta di questa insignificante stella gialla, un astro invisibile dal mondo da cui provengo, il dilemma si ripropone. Per quaranta volte questo pianeta ha percorso un’orbita intorno alla propria stella. Ho avuto il tempo di studiare la storia di questi alieni, ho imparato a chiamarli con il nome che si sono dati: esseri umani. E’ una specie insolita, con due varietà sessuate, quasi due specie diverse e conflittuali che, insieme, possono generare nuova vita. Questi esseri umani sono capaci di sentimenti nobili e di grandi crudeltà; sono pronti a proteggere altre forme viventi ma lasciano morire di fame i propri cuccioli.
C’è qualcosa che mi sfugge. La ragione mi dice di intervenire, di premere subito quel pulsante che può generare un impulso elettro-magnetico capace di spazzare via ogni tecnologia, di riportare questo mondo all’era pre-industriale. Sarebbe la scelta più facile che eliminerebbe, forse per sempre, ogni possibilità di contatto.
Ma non posso farlo. C’è ancora una remota possibilità che questi alieni possano evolversi in una razza intelligente!
Umberto Guidoni (Astronauta e già Parlamentare Europeo)