15 dicembre 2008

Con un 2008 che non è arrivato nemmeno alla sufficienza, il tema “auguri” apprariva assai arduo. E cosi abbiamo coinvolto nell’impresa esperti nelle discipline più diverse, provenienti da varie parti del mondo per augurarvi e augurarci il meglio, e non solo con le parole. Racconti, formule, pillole di saggezza, note poesie d’amore.

IL 2009 ARRIVA E UN BEL MODO DI PARLARNE E’ GIA’ UN BEL MODO DI VIVERLO.

L’anno nuovo viene leggendo

14 dicembre 2008

racconto-pistola

L’uomo al tuo fianco impugna la pistola e tu – consapevole di avere solo pochi secondi prima del colpo – chiudi gli occhi. Rivedi tutto: i tuoi denti sfregano tra loro come tutte quelle volte in cui il peso della fatica ti ha obbligato a stringerli, e a chiudere i pugni. Come se tutto te stesso potesse aggrapparsi a qualcosa, pur di non sprofondare.
Tra pochi attimi partirà il colpo e allora sarà davvero finita. Tremi, tremi, tremi. Rimpiangi ?
Il colpo parte nel silenzio, come un fuoco d’artificio sparato troppo presto. O troppo tardi. Ed è davvero finita, l’attesa. Apri gli occhi – la scia rossa della pista – e inizi a correre. Perché correre è sempre stato la tua vita, correre ti getta lo spazio e il tempo alle spalle: correre ti fa guardare in faccia il futuro, che si tratti o meno di poche decine di metri di pista.
Tu allora corri, e gli occhi li terrai aperti fino al traguardo.

Nel momento in cui decidi d’affrontare la vita a viso aperto sei proprio tu che le vai incontro, e che percorri la strada che tu stesso vuoi sentirti sotto i piedi.

racconto-natale


…spedì la lettera senza pensarci troppo, la piegò con decisione e la infilò nella busta. Uno, due, tre francobolli, ché non si sa mai con queste poste. Una volta imbucata si rese conto di non averla firmata. Dimenticanza ? Pudore ? Magari al momento dei “cordiali saluti” si era vergognato di aver scritto tanto di sé e non in un blog, ma su carta, nero su bianco. Bah oramai era andata. In fondo che male c’era a chiedere, a sperare.
Lo dicono tutti che bisogna aver fiducia e la fiducia si sa, è senza età.
Diverse mattine dopo si svegliò presto, come quando da bambino andava a vedere quanto era stato buono. Guardò, scartò quintali di carte colorate ed eccola: “Egregio signor… sono lieto di farle avere quanto da lei richiesto per il 2009…”. Poi più nulla, carta bianca fino ai saluti e alla firma.

Uno spazio bianco da riempire con le proprie speranze è la metafora più bella poiché, in quello spazio, ciascuno può essere libero di vedere ed inseguire ciò che vuole.

racconti-bilanci

Sul display della bilancia un impietoso 90. E ancora non si era seduto alla tavola delle feste.
Via le scarpe, via tutto quello che aveva in tasca: chiavi del SUV, chiavetta internet, chiavi di casa, blackberry. E anche l’ipod, il pendrive, il portafogli (2 carte di credito, 2 bancomat, una revolving, 3 prepagate, 4 fidelity cards, una memory card di riserva). Ed ecco un più caritatevole 89. C’era bisogno di un’azione più decisa, avviò il sistema e giù un bel colpo di spugna a tutto quello che finiva in …mente, in …ziaria, in …zione, in …ura, in …gramma, tutti gli ismi, compresi gli inglesismi. Via le citazioni, via le ripetizioni, gli ossimori, le metafore, le simbologie, le sinergie, le frasi apocalittiche. Salì sul palco, piano piano. E questa volta niente scricchiolii. Aggiustò i microfoni e cominciò a parlare.

Uno dei desideri che i pubblicitari condividono con tutti gli italiani  è sentire parole nuove anche in politica. Ma per costruire un nuovo lessico occorre buttare via il vecchio.

Non solo non voleva entrare, ma sentiva che nemmeno ci sarebbe riuscito, visto che le gambe gli rimanevano ferme, fuori controllo. Davanti a lui, tante schiene a zainetto tutte uguali che correvano verso il loro primo giorno di scuola. Sulla sua guancia infreddolita dal mattino, sentì la mano calda della mamma: fu quella carezza che gli fece fare il primo passo.

La sveglia suonò sempre con lo stesso trillo, ma come ogni lunedì mattina aveva quella dose aggiuntiva di perfidia nello scandire non solo l’ora esatta, ma anche quelle che sarebbero dovute trascorrere fino al prossimo week-end. Il lunedì hai sempre più freddo, e più sonno. Sulle tue labbra ancora impegnate nel mugugno, si stampò il bacio dolce dell’amore della tua vita. Il primo giorno della settimana all’improvviso ebbe tutto un altro sapore.

Il primo dell’anno, così come ogni nuovo inizio, affascina e spaventa. Ma anche un piccolo gesto, compiuto e/o ricevuto al momento giusto, rende ogni inizio unico ed irripetibile.

A te che hai trovato questo messaggio nella bottiglia,
dico che sono naufrago su un’isola sperduta nell’oceano. All’inizio pensavo che non ce l’avrei fatta: poco cibo, coperto di stracci, sempre solo con i miei pensieri che spesso percorrevano il mare ben oltre l’orizzonte. Poi piano piano mi sono dato da fare: ho tirato su una capanna, ho mangiato frutta, ho cacciato piccoli animali. Non ho mai mollato: sono sopravvissuto, che a volte è  il primo piccolo passo per tornare a vivere. E adesso che stai leggendo queste righe vuol dire che qualcuno mi verrà a cercare.
Il comandante guardò il mare davanti a sé come se, fissandolo intensamente, potesse veder comparire l’isola. L’isola non comparve. Tuttavia, dopo qualche attimo di silenzio, indicò al suo vice delle nuove coordinate. La prua della H.N.Y. 2009 si mosse allora alla ricerca di ciò che ancora sembrava non esistere.

Il parallelo con Robinson dopo un anno così tempestoso non poteva mancare, l’isola è la vita di questi tempi  e il lieto fine è compreso nella trama.

Ndr. Questi microracconti, usciti dalla penna di giovani scrittori, sono assolutamente inediti, sono stati scritti per regalare un augurio speciale ai clienti e agli amici di Ape.

Dediche Classiche

14 dicembre 2008
poesia-poe

Edgar Allan Poe

Vorresti essere amata? E tu fa che il tuo cuore non si discosti dal sentiero di ora!
Essendo ogni cosa che ora tu sei,
non esser mai altro che non sei.
Così i tuoi cortesi modi di vita,
la tua grazia, la tua più che bellezza
saranno un tema d’elogio senza fine,
e l’amore - non altro che un puro dovere.

(Edgar Allan Poe)


Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti
sino a farne una stucchevole estranea.

(Konstantinos Kavafis)

poesia-neruda

Pablo Neruda


Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.

Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.

T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo.

(Pablo Neruda)

Queste poesie d’amore,  stampate sullo specchio,  vanno lette a voce alta; sarà il miglior augurio da dedicarsi per il 2009.

Chimica del nuovo anno

13 dicembre 2008

formula-lavagna

Aria nuova con i vecchi metodi (la fotosintesi clorifilliana).

Proverbi global

12 dicembre 2008

proverbio-orientale1

Invece di maledire l’oscurità, accendi una candela.

(proverbio di origine Cinese, ma molto usato nei Paesi Arabi. È secoli che gira per il mondo, ci è sembrato giusto non fermarlo e fargli continuare il viaggio.)


proverbio-svedese1


Le avversità distruggono le anime piccole ma danno forza e vigore alle grandi, come il vento che spegne la candela ma fa aumentare la forza del fuoco.

Motgången krossar små själar, men ger styrka åt de stora, liksom blåsten utsläcker ljuset, men ökar elden.

(Proverbio di origine Svedese)

Perché in fondo il mondo è un’enorme sfera: più qualcuno si allontana da te, più – in modo circolare – ti si sta avvicinando.

Note allegre

12 dicembre 2008

vivaldi-musica

L’attacco è dalla “Quattro Stagioni - Primavera” di Vivaldi, dopo un anno in apnea ci meritiamo un respiro di sollievo nel 2009.